Gli avvenimenti

La Resistenza – iniziata dopo l’8 settembre 1943 contro l’occupazione nazista di gran parte dell’Italia e contro il governo fascista della “Repubblica di Salò” – si sviluppò appieno nel territorio ravennate a partire dalla primavera del 1944.
Essa si sviluppò attraverso l’azione di sabotaggio, disturbo, attacco al nemico tedesco e fascista da parte di molti piccoli gruppi di partigiani (chiamati GAP) sparsi nelle campagne ravennati, nascosti nelle case contadine, sorretti da buona parte della popolazione, spesso a rischio di feroci rappresaglie. L’insieme di questi piccoli gruppi era aggregato in distaccamenti e tutti insieme formavano la 28ma Brigata “Garibaldi”.

Nell’estate del 1944 il comando partigiano alla macchia, diretto da Arrigo Boldrini “Bulow” decise di costituire un distaccamento (intitolato a Terzo Lori, caduto eroicamente), nelle valli a nord di Ravenna, prima nella valle Mandriole, poi dalla fine di settembre nell’isola degli Spinaroni. Questo luogo selvaggio, vicino alla città e alle vie di comunicazione ma difficilmente accessibile, era adatto a fare da base ad azioni di guerriglia e soprattutto a prepararsi a combattere in campo aperto nell’imminenza dell’avvicinarsi degli Alleati a Ravenna.

Il piano prospettato da “Bulow” al comando dell’VIII Armata britannica e da esso accolto con favore era quello di concertare l’avanzata alleata su Ravenna con l’attacco partigiano a nord della città, in modo da indurre i Nazisti a ritirarsi senza combattere nella città, risparmiando distruzioni e vittime.

Negli ultimi giorni di novembre altri reparti partigiani affluirono all’isola degli Spinaroni e nei pressi delle Valli di Comacchio. Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre venne dato l’ordine di attacco e in due giorni tutto il territorio tra Ravenna e il fiume Reno fu liberato, con i nazisti in ritirata.

Il 4 dicembre la città venne liberata dagli Alleati senza incontrare resitenza. Tuttavia gli Alleati si fermarono poco a nord della città, provocando una controffensiva tedesca e la necessità dei partigiani di rifugiarsi nuovamente nei luoghi selvaggi da cui erano partiti.
La 28ma Brigata venne poi ricostituita e chiamata dagli Alleati a combattere al loro fianco fino alla definitiva liberazione dell’Italia.